Dopo poche pagine emerge con chiarezza l’ambizione dell’opera: non offrire una semplice ricostruzione storica, ma proporre una rilettura critica della modernità come progetto incompiuto e selettivo. Non è un libro consolatorio. È un libro necessario. Perché ci ricorda che la modernità non è solo ciò che abbiamo ereditato, ma ciò che continuiamo a riprodurre, spesso senza accorgercene. E che comprendere la storia, oggi più che mai, significa scegliere da che parte stare.
Questo scrive il Sociologo Francesco Pira su Il SaltodellaQuaglia.com un sito web/blog ideato e fondato dal giornalista Angelo Barraco, un luogo virtuale in cui è possibile leggere storie, racconti e approfondimenti narrati dai diretti interessati, a proposito del volume L’età moderna – Una nuova periodizzazione di Tiziana Coppola
Il prof. Pira continua affermando: dopo poche pagine emerge con chiarezza l’ambizione dell’opera: non offrire una semplice ricostruzione storica, ma proporre una rilettura critica della modernità come progetto incompiuto e selettivo. L’autrice, Tiziana Coppola, nel saggio storico-argomentativo edito da Passerino Editore, sposta l’asse interpretativo dell’Età Moderna sull’Unità d’Italia, individuandola come momento decisivo dell’ascesa e dell’affermazione della borghesia quale classe egemone, capace di plasmare lo Stato, l’amministrazione e i meccanismi del potere. […] Non è un libro consolatorio. È un libro necessario. Perché ci ricorda che la modernità non è solo ciò che abbiamo ereditato, ma ciò che continuiamo a riprodurre, spesso senza accorgercene. E che comprendere la storia, oggi più che mai, significa scegliere da che parte stare.
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